LEGNANO – Ancora Legnano e ancora Andrea Cividini, giovane neurochirurgo di cui abbiamo parlato esattamente un anno fa per avere reso possibile sotto ipnosi un’operazione al cervello per l’asportazione di un ematoma subdurale conseguente a trauma cranico.

Nel pieno della pandemia, Cividini ha pensato bene di mettersi a disposizione dei colleghi medici per “trovare una via d’uscita ai traumi che l’epidemia stava provocando anche fra professionisti che si confrontano ogni giorno con la malattia e la morte”.

Pur non essendo al centro della bufera, spiega Cividini al Giorno, l’Ospedale di Legnano è diventato presto un presidio di riferimento regionale, con 250 posti letto destinati al trattamento dei pazienti colpiti da Covid-19.

“Ho trattato con l’ipnosi 16 medici, infermieri e personale sociosanitario. Disturbi del sonno, attacchi d’ansia, paura per il futuro sono alcune delle conseguenze di uno stress acuto e prolungato che ho riscontrato nei colleghi”, spiega il neurochirurgo legnanese.

“Nel primo incontro – prosegue – si raggiunge una condizione di relax, poi si induce la trance. Una volta raggiunto lo stato modificato di coscienza, si può lavorare con metafore, immagini, visualizzazioni”.

La tecnica della metafora Cividini l’ha impiegata ad esempio con un medico di 45 anni in ansia per lo stress causatole dalle comunicazioni coi famigliari, riporta Ivan Albarelli del Giorno. “Con lei – dice Cividini – ho usato la metafora del fiume in piena che travolge gli argini, ma al quale un albero dalle forti radici riesce a resistere”.

“Con un’infermiera invece – aggiunge – ho usato la tecnica della proiezione nel futuro: alla fine il successo è stato travolgente, c’è chi ha recuperato il sorriso, chi la luminosità del volto. Tutti hanno chiesto di effettuare ulteriori incontri”.

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