Sa più di esperimento pratico che di studio scientifico canonico, ma ha aspetti di sicuro interesse per chi si occupa di “nuovi approcci alle tecnologie per la salute mentale”. Almeno, così dicono gli Autori in apertura di articolo, fresco di pubblicazione su Nature Scientific Reports.

“Abbiamo esplorato l’intricata interazione tra esterocezione (la percezione del mondo esterno) e interocezione (la percezione del mondo interno), sviluppando un ambiente multisensoriale in grado di tradurre in tempo reale i segnali respiratori in stimoli dinamici uditivi e visivi”, spiega il team della Reichman University.

Eseguendo test psicologici i ricercatori hanno rilevato nei partecipanti un “incremento significativo della sensibilità interocettiva e un aumento dello stato di flow, corrispondente a un coinvolgimento immersivo positivo nell’esperienza in corso”; inoltre una “correlazione a potenziamento bidirezionale tra le due variabili (interocezione e flow)”.

Curiosi di vedere gli sviluppi e le applicazioni nel contesto di nuovi “metodi trasformativi per interventi di mental health”…

Lo studio

Goral, O., Wald, I.Y., Maimon, A. et al. Enhancing interoceptive sensibility through exteroceptive–interoceptive sensory substitution. Sci Rep 14, 14855 (2024). https://doi.org/10.1038/s41598-024-63231-4 – Open Access

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