Uno studio italiano pubblicato i giorni scorsi sulla prestigiosa rivista Scientific Reports di Nature ha dimostrato l’efficacia dell’ipnosi nella gestione dello stress e nel potenziamento delle performance esecutive su un ampio campione di studenti di medicina.
Il paper, pubblicato in modalità Open Access, porta la firma di un gruppo di neuroscienziati italiani dell’Università di Padova e dell’Istituto Granone di Torino.
“I medici, specialmente quelli impegnati in procedure invasive e nelle emergenze, sono sottoposti ad alti livelli di stress, che inducono ansia, burnout e difficoltà nel prendere decisioni”, spiegano i ricercatori.
Inoltre – aggiungono – sembra che sperimentino “un deterioramento progressivo della loro salute mentale già nelle fasi di addestramento, condizione che tende a persistere in tutto il loro percorso formativo e molti, per questo, abbandonano la professione”.
Questo studio controllato ha voluto dunque verificare se un’unica sessione di ipnosi potesse riuscire a migliorare la regolazione dello stress e potenziare le performance cognitive di 49 studenti “in camice bianco” dell’ultimo anno.
Di rigore assessment pre e post “trattamento”, con test delle funzioni esecutive, dei livelli di ansia e stress percepito, nonché rilevamento della reattività del sistema autonomo, cioè frequenza cardiaca, attività elettrodermica, conduttanza cutanea, attivazione del simpatico.
Risultato: l’ipnosi avrebbe consentito “miglioramenti significativi delle funzioni esecutive, ridotto stress e ansia, a differenza dei controlli in cui lo stress è aumentato; inoltre aumentato il recupero parasimpatico (HRV), unitamente alla soppressione dei picchi di attivazione del simpatico (SCR/min)”.
“In un setting clinico, sempre più dominato da preoccupazioni di burnout, affaticamento cognitivo, stress emotivo, questo studio ha offerto un intervento fondato scientificamente, non invasivo, scalabile, rapido e promettente”, ammettono i ricercatori.
Insomma, anche “una singola sessione di ipnosi può migliorare le funzioni esecutive e la resilienza, riducendo ampiamente stress e ansia, migliorando la regolazione emozionale, indipendentemente dall’ipnotizzabilità dei soggetti”.
“Questi risultati – concludono – incoraggiano ulteriori studi per comprendere megli i meccanismi nervosi e gli effetti a lungo termine, aprendo la via all’integrazione dell’ipnosi nella formazione medica”.
Lo studio:
Queirolo, L., Boscolo, A., Cracco, T. et al. Hypnosis reshapes multilevel stress response and enhances executive performance in stressed medical students. Sci Rep 16, 8844 (2026). https://doi.org/10.1038/s41598-026-40770-6
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