“È ora che l’ipnosi venga liberata dai cliché della cultura popolare per essere riconosciuta quale strumento terapeutico legittimo ed efficace. È tempo che rientri a testa alta nel contesto della medicina tradizionale”.

Lo scrive in questi giorni The London Economic, riportando le numerose “evidenze” a favore dell’uso dell’ipnosi in ambito sanitario accumulate negli ultimi anni, sia nella ricerca sia nella clinica delle malattie più diffuse.

Dalla chirurgia al cervello eseguita sotto ipnosi condotta all’Ospedale Universitario di Jena (Germania), alla presentazione al congresso di Copenhagen Euroanaesthesia di uno studio su 150 pazienti oncologici operati in ipnosi, che ha dato ottimi risultati nel 99% dei casi.

Dall’utilizzo sistematico dell’ipnosi all’Institut Curie di Parigi per evitare l’anestesia generale ai pazienti, allo studio su 37 soggetti sottoposti a ipnosedazione (ipnosi e farmaco locale) durante la rimozione di tumori pubblicato sul prestigioso Journal of Neurosurgery.

I benefici dell’ipnosi – ricorda il London Economic – non si limitano al trattamento di condizioni mediche, ma hanno importanti vantaggi anche su problematiche di natura psicologica, come il controllo del peso, la depressione, i disturbi d’ansia, le disfunzioni sessuali, l’insonnia, le fobie, i traumi, le dipendenze e altro ancora.

“L’ipnosi clinica praticata da professionisti abilitati (in Italia medici e psicologi specializzati; NdR) – sottolineano i britannici – potrebbe far risparmiare milioni di sterline al Sistema Sanitario Nazionale (NHS), migliorando inoltre il servizio con approcci più naturali alla salute, senza effetti collaterali”.

Non è però una novità in campo medico, se già nell’Ottocento il chirurgo scozzese James Esdaile aveva praticato oltre 1.000 operazioni su pazienti anestetizzati con la sola ipnosi e trattato con successo casi di cefalea, convulsioni, tic, disturbi sciatici, infiammazioni e altre condizioni.

Ritornando ai giorni nostri, è nota l’efficacia dell’ipnosi nella riduzione del dolore, del sanguinamento, dei tempi di ricovero, dei farmaci oppioidi, con riconoscimento ufficiale anche da parte del prestigioso National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE) britannico.

Fonte:

“Take a Trance: Why it’s time for clinical hypnotherapy to re-enter orthodox medicine”, The London Economic, July 7th, 2020