L’autoipnosi può migliorare i sintomi della menopausa, specialmente quelli legati ai disturbi del sonno che si riscontrano comunemente in questa condizione.

Lo rivela uno studio condotto dall’Università dell’Indiana (USA) pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Women’s Health (Vol.29, No.3, 2020).

Gran parte dei disturbi del sonno riscontrati dalle donne in menopausa sono dovuti principalmente alle cosiddette “vampate” di calore, che interessano oltre l’80% di questo ampio segmento di popolazione.

I disturbi più comuni includono insonnia, respiro irregolare, sindrome delle gambe senza riposo, anomalie nei ritmi circadiani. E tutte le fasi del sonno verrebbero intaccate.

È noto che il “dormire male” si ripercuote su tutti gli aspetti della vita, con problemi di natura cognitiva, psicologica, fisica e sociale: stanchezza diurna, ansia, depressione, deficit di memoria, riduzione della funzione immunitaria sono solo alcune delle conseguenze.

Ma ancora oggi sono pochissimi gli interventi non farmacologici accessibili per il trattamento. Per questa ragione i ricercatori americani hanno “testato” l’autoipnosi, visto che l’ipnosi si era già rivelata efficace nel trattamento dell’insonnia acuta e cronica nella popolazione generale.

Alcune ricerche tra il 2014 e il 2015 avevano infatti dimostrato un incremento del 57% del sonno a onde lunghe (sonno profondo) nelle persone sofferenti trattate con l’ipnosi, oltre a minori risvegli e tempi di addormentamento più brevi.

I risultati ottenuti in questa nuova ricerca, condotta su 90 soggetti per 8 settimane, si possono riassumere in un significativo miglioramento non solo della durata del sonno, ma anche della sua “qualità”, infine della percezione soggettiva di ristoro in circa il 70% delle pazienti.

Lo studio:

Julie L Otte et al., “Self-Hypnosis for Sleep Disturbances in Menopausal Women”, Journal of Women’s Health, Vol. 29, No. 3, 2020

Foto di Claudio_Scott da Pixabay