“Sicura ed efficace, l’ipnosi può aiutare i pazienti con tutti i tipi di cancro, per innumerevoli scopi. L’ipnosi è un metodo polivalente, una sorta di coltello svizzero nelle mani sapienti dei clinici.” Lo dice a Cure Today Guy Montgomery, Ph.D., direttore dell’Integrative Behavioral Medicine Program e professore di Scienze oncologiche e Psichiatria alla Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York.

“Generalmente – spiega il professore americano – l’ipnosi viene usata per gestire gli effetti collaterali del trattamento, come spossatezza, ansia e dolore. La sessione inizia con la discussione della diagnosi del paziente, del suo trattamento e delle difficoltà incontrate. Dopo aver guidato il paziente nello stato ipnotico, il clinico offre suggestioni per la riduzione dei sintomi. Al termine della sessione, viene lasciata al paziente la registrazione audio, in modo che la possa riascoltare in qualsiasi momento”.

La ricerca ha confermato che questi approcci non invasivi e privi di effetti collaterali risultano decisamente benefici per i pazienti. Il metodo ipnotico è comprovato a tal punto che lo stesso National Comprehensive Cancer Network (NCCN) americano, responsabile della stesura e della pubblicazione delle linee guida per gli standard di cura dei pazienti, raccomanda l’ipnoterapia nella gestione del dolore e della spossatezza legate al trattamento.

Vedremo dunque, in un prossimo futuro, l’ipnosi in tutti gli istituti oncologici degli Stati Uniti? Il professor Montgomery e il suo team alla Mount Sinai sono molto motivati a far andare le cose in questa direzione: con un grant ottenuto recentemente dal National Cancer Institute (NCI-NIH), stanno già formando il personale sanitario di numerosi centri medici del paese.

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