Alla fine l’hanno fatto. I francesi.

La start-up alsaziana HypnoVR ha messo a punto un applicativo di ipnosi medica integrata nella realtà virtuale, funzionante con i comuni visori Samsung Gear VR e Oculus Rift, che sarà in commercio dal prossimo giugno.

Dopo due anni di ricerca e sviluppo, il medico anestesiologo Denis Graff, insieme alla collega Chloé Chauvin e all’esperto di nuove tecnologie Nicholas Schattel, ha realizzato un prodotto destinato ad abbattere costi e “danni collaterali” dei metodi tradizionali di anestesia a cui vengono sottoposti i pazienti in chirurgia.

L’anestesia non è infatti senza rischi, se è vero che ogni anno in Francia almeno il 30% dei 12 milioni di pazienti operati soffre di “effetti secondari”, che verrebbero azzerati usando l’ipnosi medica, con risparmi per il sistema sanitario – inoltre – di circa 1.000 euro a paziente.

“Il sistema HypnoVR – spiega il medico francese al Magazine de la Realité Virtuelle & Augmentée – immerge il paziente in un ambiente sonoro e visivo ipnotico: musiche, testi, immagini e voci si alternano e si sovrappongono per portare l’utente nello stato di ipnosi desiderato, in funzione del tipo di intervento che deve essere eseguito”.

“Il processo – prosegue – consente di stimolare i sensi del paziente, di focalizzare la sua attenzione, di provocare un disorientamento spazio-temporale, in modo che venga a trovarsi progressivamente in uno stato modificato di coscienza, in cui la percezione del dolore tende a sparire e lo spirito si concentra sulla pronta guarigione”.

Il nuovo applicativo, che gli inventori immaginano destinato a “rivoluzionare la medicina”, sarà disponibile in modalità di sottoscrizione, che darà agli utenti il diritto di accesso a una vera e propria “biblioteca” di programmi, che andranno a coprire i diversi ambiti terapeutici.

Tra i partner medici di HypnoVR ci sono Vivalto Sante, l’École Universitaire de Recherche Interdisciplinaire sur la Douleur, la Facutlé de Chirurgie Dentaire e il Centre Universitaire Hospitalier di Strasburgo, oltre a CNRS e INSERM. Tra i partner istituzionali, l’incubatore Semia, Alsace Innovation, Alsace Biovalley Innovation Santé, Banque Publique d’Investissement (BPI France) e la “région industrielle par excellence” Grand Est.

Fonte: Brainfactor

 

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