Nel momento del “rilancio” l’80% degli Italiani soffre ancora di stati di confusione, insonnia, immobilismo tonico, perdita di appetito, stress addominale

Sono stati resi noti ieri in un comunicato stampa diffuso alle principali testata i risultati dell’indagine promossa dal gruppo di ricerca indipendente Brainfactor Research, che in questi giorni ha condotto, in collaborazione con il Centro di Ipnosi Clinica Roma, una indagine strutturata sul test clinico di screening per “ansia disfunzionale associata alla crisi Covid-19” Coronavirus Anxiety Scale (CAS).

Messo a punto dall’americana Newport University, la versione italiana del test è curata dai clinici Marco Mozzoni e Elena Franzot, che hanno anche coordinato la ricerca. L’agile strumento di screening è liberamente utilizzabile, nello spirito della sensibilizzazione alla presa in carico di un problema che, se non considerato, può portare a gravi future complicazioni.

Specialmente tra i giovanissimi, che si sono rivelati il segmento più fragile della popolazione in questa vicenda: oltre il 39% degli under-20 è risultato infatti “patologico” alla CAS.

“L’indicatore – spiegano i ricercatori – scende poi progressivamente più si sale negli anni, passando per il 24,14% nella fascia 21-30, il 24% nel gruppo 41-50, il 21% nei 51-60, fino a raggiungere cifre prossime allo zero negli over-60, con un’unica eccezione alla tendenza, rappresentata dall’8,82% nei 31-40 anni”.

“Più di una persona su cinque che incontriamo per la strada soffre di un disturbo importante che andrebbe trattato clinicamente. E tra i giovani la situazione è preoccupante: quasi uno su due ha problemi che meriterebbero un consulto specialistico”, ha dichiarato Marco Mozzoni.

“A questo punto suggeriamo ai decisori di avviare uno screening generale della popolazione, per avere il polso dello stato psicologico reale del Paese in questa fase delicata e complessa, forse ancora più delicata e complessa di quella dell’emergenza”, ha aggiunto.

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